Bookcity Milano 2016

Milano, metropoli internazionale dove le manifestazioni culturali non mancano mai.

Questa che si terrà dal 17 al 20 novembre è strettamente legata alla città, ma potrebbe diventare un buon esempio da seguire anche per realtà più piccole.

Il comune di Milano nel 2012 ha voluto promuovere un evento che riunisse libri, lettura e lettori in un grande festival in cui fossero coinvolte diverse attività e professionalità.

Sono molte le associazioni che collaborano a questo evento che si rinnova ogni anno: l’Associazione Bookcity Milano di cui fanno parte la Fondazione Corriere della Sera, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, la Fondazione Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, a cui si è affiancata l’Associazione Italiana Editori e con la collaborazione dell’Associazione Italiana Biblioteche e l’Associazione Librai Italiani.

Nei tre giorni della manifestazione, apriranno le porte varie sedi sul territorio urbano e saranno organizzati eventi tematici propriamente legati alla vita sociale mianese, eventi in cui i libri e la lettura saranno portati in sedi inusuali, eventi gestiti da editori, librerie, biblioteche e istituzioni scolastiche e infine eventi pensati come laboratorio per ragazzi e famiglie.

Tutto il programma è descritto dettagliatamente sul sito di bookcitymilano, è molto ricco e spazia su 1147 eventi… qualcosa che valga un breve viaggio in treno ci sarà?

 

 

 

Robert Capa a Parma

Segnaliamo la mostra fotografica del famoso fotoreporter Robert Capa, il cui vero nome era Endre Erno Friedmann, nato a Budapest nel 1913.

I suoi reportage testimoniano conflitti bellici in diversi paesi: la guerra civile spagnola (1936-1939), la seconda guerra sino-giapponese (1938), la seconda guerra mondiale (1941-1945), la guerra arabo-israeliana (1948) e la prima guerra d’Indocina (1954) dove Capa trovò la morte a seguito dello scoppio di una mina.

Famoso per la sua temerarietà, riprendeva immagini direttamente dal fronte, fra i soldati senza escludere di paracadutarsi con loro.

L’esposizione che si svolge a Parma, a Palazzo Pigorini, prende in considerazione gli anni della seconda guerra mondiale in Italia.

Proprio in quel periodo Robert Capa iniziò anche la sua collaborazione con la rivista americana Life.

Nel 1947 a Parigi fondò insieme a Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger e William Vandivert l’agenzia cooperativa Magnum, una delle più prestigiose agenzie fotografiche.

Nello stesso anno Capa pubblicò il suo diario di memorie, con il titolo Slightly out of focus (tradotto ed edito in Italia nel 2002 da Contrasto con il titolo Leggermente fuori fuoco).

…“un inferno che gli uomini si sono fabbricati da soli” questa la natura della guerra di cui si convinse il grande fotoreporter durante la sua vita, che fu tutt’uno con la sua passione per la fotografia.

 

Saluto agli studenti del primo anno di corso della facoltà di Medicina

Cari studenti,

i contenuti di un corso che tratta il “divenire” della materia biologica, la sua “natura” e “l’apparenza” dei suoi prodotti, possono essere acquisiti pienamente e perciò pienamente utilizzati solo a una condizione, da considerare bene e poi da accettare senza remore, pena il fallimento dell’impresa: che siano affrontati all’interno di una base culturale che inizia dal nuovo paradigma scientifico, che considera più le relazioni delle cose, ben sapendo che queste ultime sono pur sempre un’ancora sensoriale ineludibile.

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La realtà è un’illusione

In fisica, il simbolo dell’infinito rappresenta una barriera sulla quale la mente

umana inevitabilmente si infrange, smarrita nell’oblio delle dimensioni volubili.

E anche la realtà sensibile, quella che Aristotele, con felice intuizione, definiva

“ la realtà diveniente” è di fatto una realtà prodotta dai nostri sensi, se è vero

come è vero che, per esempio il cielo blu non è, ma è nero, come la pece, e

che le stelle che vi brillano di fatto sono immobili e forse neanche più esistono.

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