Basquiat a Milano

In esposizione al MUDEC – Museo delle culture di Milano si possono vedere 140 lavori di Jean Michel Basquiat, realizzati dal 1980 al 1987.

Writer e pittore statunitense dimostrò interesse per il disegno fin da piccolo, sarà poi la madre che lo accompagnerà alla conoscenza dell’arte visiva.

Gli regalerà anche un importante testo di anatomia: Gray’s Anatomy di Henry Gray, che influenzerà molto la produzione di Basquiat: dettagli anatomici sono frequenti nelle sue opere.

Persino il gruppo musicale da lui organizzato porterà il nome Gray.

Già dal 1975 l’artista intraprende una vita vagabonda e irregolare, nonostante la frequentazione obbligatoria alla City-as-School a Manhattan, che ben presto lascerà.

Lavora insieme al graffitista Al Diaz, con il quale inizia a far uso di droghe, che lo porteranno dopo alcuni anni alla morte.

Dal 1978 comincia a mantenersi vendendo cartoline decorate da lui stesso.

Fortunosamente e fortunatamente incontra l’artista pop Andy Warhol che acquisterà sue opere e lo introdurrà nel percorso artistico.

Basquiat esporrà a Modena per la prima volta e poi in grandi città come New York, Tokyo e Zurigo.

Art Brut (arte grezza) è un concetto inventato dall’artista Jean Dubuffet che Basquiat interpreterà istintivamente nei suoi dipinti: arte spontanea, scaturita dalla profondità di se stesso, avulsa da stereotipi culturali.

Il lavoro frenetico ed esasperato incarna Jean Michel Basquiat come figlio del suo tempo, ma morirà a ventisette anni per una overdose di eroina.